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Il Metodo delle Istanze

Nessun enunciato è rappresentativo di altri enunciati, sebbene esso ne possa condividere la struttura;
un analista del discorso studia gli enunciati per capire come il potenziale del sistema linguistico venga attivato quando esso interagisce con il sistema sociale nel momento dell’uso.
Fiske, J., 1994


Un metodo giudicato molto valido nello studio della discussione online, del cybertalk per usare il termine inglese, è il metodo detto delle “istanze”, una strategia analitica molto comune nell’analisi della conversazione. Per “istanze” si intendono i casi, gli esempi di discussione online24 più significativi, i quali rappresentano momenti “densi”, come direbbe Geertz (1983), in cui accade qualcosa: per esempio momenti di negoziazione e creazione di nuovi significati, rituali e retoriche del discorso tipiche di una determinata comunità, momenti in cui l’azione prende una direzione differente, decisioni, etc.

Denzin (1999) sostiene che il metodo delle istanze sia di particolare utilità nell’analisi della conversazione online all’interno delle comunità che egli definisce “gruppi dei dodici passi” (Denzin, 1999: 107), e che nella presente trattazione vengono detti “gruppi di Auto-Mutuo Aiuto online”. Per essere precisi, egli si focalizza su quei gruppi caratterizzati dal proporre supporto emotivo, attraverso un percorso di dodici passi che deve compiere chi ha un problema e contatta il gruppo in cerca di aiuto. Tale metodo è nato con gli Alcoolisti Anonimi, ma si è poi diffuso sia ai gruppi ad esso legati, sia a gruppi focalizzati su altri temi o tipi di disturbo, arrivando ad essere una vera e propria tipologia di aiuto e supporto emotivo.

Nel proporre il metodo delle istanze, Denzin porta ad esempio un gruppo online di supporto per i figli adulti di alcoolisti, gruppo le cui discussioni egli ha analizzato con tale metodo.

Denzin fa notare come i gruppi di questo tipo comunichino ed agiscano attraverso il discorso scritto e soprattutto tramite l’uso di narrative. E’ proprio attraverso l’analisi di tali cibernarrazioni che il ricercatore è in grado di capire come si crea e si evolve l’identità e la cultura della comunità. Le narrazioni sono fondate sulla quotidianità delle persone che le scrivono, le quali, nel scriverle, si confrontano con la propria esperienza e con quella altrui, influenzandosi a vicenda e negoziando significati ed identità. La “vita sullo schermo” (Turkle, 1995) non è altro che l’insieme delle intersezioni tra l’uso della tecnologia e le identità biografiche incorporate delle persone, prodotte sia dall’esperienza individuale che dalla cultura e dalla società in cui esse vivono.

Questa intersezione produce un utilizzatore di computer competente che impara come scrivere e discorrere all’interno del contesto fatto di linguaggi e rappresentazioni di un gruppo online particolare (Denzin, 1999: 108). Narrando e leggendo le narrazioni altrui, l’utente viene socializzato a quel determinato contesto. Contesto che viene definito anche dalle culture prevalenti sulla rete: ad esempio, nel caso del gruppo studiato da Denzin, dalle idee prevalenti di famiglia, terapia, dipendenza, malattia e cura, che circolano all’interno del movimento internazionale di recupero e supporto formatosi online.

Come si dimostrerà in seguito, le intuizioni di Denzin verranno confermate anche dall’analisi delle discussioni del gruppo di Auto-Mutuo Aiuto oggetto di studio di questo lavoro. Analisi che è stata condotta con un metodo molto simile a quello delle istanze.

Ma in cosa consiste effettivamente il metodo di analisi delle narrative online? Si tratta di “considerare ogni istanza del fenomeno considerato come un avvenimento che evidenzia l’opera di un set di strumenti culturali disponibile all’uso per i membri di tale cultura” (Denzin, 1999: 109). Cioè di ricercare nel discorso ed analizzare quei momenti, quegli eventi, le cui caratteristiche e strutture possono essere esaminate, per scoprire come essi siano organizzati: tali momenti sono la prova che gli strumenti per la loro stessa produzione sono disponibili. Per usare una metafora, si analizzano i prodotti per arrivare a capire come sono organizzati e come funzionano le “macchine” culturali che li hanno “assemblati”.

Il compito dell’analista è di capire come un’istanza e le sue intersezioni lavorano, in modo da mostrare quali siano le regole di interpretazione operanti in quel contesto e quali siano i significati che ne derivano. Il significato di un’azione è dato dalla conseguenze che essa produce, incluso l’abilità di spiegare, dare conto, delle esperienze passate e di predire le conseguenze future. Nell’ambito della conversazione online, il significato si trova nelle risposte che un partecipante al dialogo dà e riceve da un altro.

Va da sé che un tale metodo non produce risultati di grande generalizzabilità, in quanto ogni sua applicazione è unica: ogni analisi deve essere pensata e svolta appositamente per il caso in questione.

Ogni pratica contingente che viene studiata è significativa perché è un’evidenza  di una pratica culturale che accade in un determinato spazio e tempo. Tale pratica non è generalizzabile e confrontabile con altre pratiche, quello che importa è che essa sia indice di una cultura, delle attività ad essa legate, come il narrare stesso, e dell’insieme dei processi che creano e negoziano continuamente i significati.

Tale punto di vista si pone in contrasto con quella prospettiva epistemologica che presume che sia “normale” ciò che è più rappresentativo nella maggioranza della popolazione.

Una nota particolare va fatta a riguardo dell’uso del metodo delle istanze per l’analisi del discorso online. Tale discorso, infatti, presenta sia delle similitudini ma anche delle differenze con il “tradizionale” discorso FtF, e di ciò va tenuto conto per l’applicazione del metodo.

Il testo online può essere visto come topos in cui “la tecnologia dell’informazione interagisce con individui biograficamente specifici” (Denzin, 1999: 111). Il messaggio scritto è sia un testo che una performance, il tentativo di una persona di connettersi ad un’altra o al testo di quest’ultima. Tale testo-performance è confuso, dialogico e disordinato, suscettibile di diverse interpretazioni sia da parte di chi lo scrive, sia da parte di chi lo legge.

Il testo online, essendo scritto, comunque non è mai come il discorso diretto, esso è spesso asincrono, la sua forma può essere controllata, può essere modificato, stampato, arricchito con emoticon che possono collegarlo ad uno stato emotivo. Esso, inoltre, è un testo “cosciente” nel senso che l’autore è consapevole di produrlo e controlla tale processo in gran parte dei suoi aspetti. Ciò non significa che il testo scritto sia meno spontaneo, ma è comunque più controllato, con meno spazio per messaggi che l’autore non vuole consapevolmente trasmettere.

Dall’altro lato, però, come il discorso quotidiano, il cibertesto è contestuale, immediato, emergente dalle specifiche situazioni di interazione, ricco di termini indessicali. Il dialogo al suo interno é contingente e situato, per certi versi irripetibile, in quanto legato ad un determinato contesto, a ad un determinato tempo e spazio.

Vi si trovano sempre eventi di prima mano, nel senso che ogni tentativo di ripetizione del dialogo, o di rilettura, crea una nuova esperienza. Pertanto, come per qualsiasi tipo di dialogo, anche nel cibertesto il significato non è fisso, nemmeno se il testo è stampato.  La riproduzione del testo è un evento nuovo e irripetibile nella vita del testo stesso.

Le specificità del cibertesto, unite al fatto che esso è il principale e più diffuso strumento di comunicazione-azione nella dimensione online, fa sì che esso ricopra un posto di particolare importanza nel processo di creazione e sviluppo delle comunità in rete. Da ciò ne consegue che un metodo come quello delle istanze si dimostra uno dei più adatti per l’analisi di questo tipo di testo e di comunità, in quanto pensato proprio per l’individuazione e lo studio del processo di interpretazione del significato e di creazione di cultura che avviene nel testo e nell’attività di narrazione.




24  Vedi capitolo 5, paragrafo 5.5 “L’Auto-Mutuo Aiuto (AMA)”.


Tesi di Laurea:
"Apprendimento e pratiche in una comunita’ virtuale di auto-mutuo aiuto. Ruolo della tecnologia nel sistema sociale di apprendimento di una comunità AMA online."

di Francesca Menegon


- Università degli Studi di Trento -
- Facoltà di Sociologia -
- Corso di Laurea Specialistica in Lavoro, Organizzazione e Sistemi Informativi -